Video · GLORIA vive

"È RIMASTO QUALCOSA DA DIRE A PAPÀ?"

COMMOVENTE SENTIMENTO DI CHI SCRIVE E HA SENTITO IL BISOGNO DI PUBBLICARE LE EMOZIONI AFFIORATE IN UN GIORNO SPECIALE, LA "FESTA DEL PAPÀ", ATTRAVERSO LA POESIA: "SOGNI CHE CUSTODÌ LA MIA BAMBINA"

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NON IMPORTA QUANTI ANNI ABBIAMO, È SEMPRE POSSIBILE SCOPRIRE CIÒ CHE ANCORA ABBIAMO CONSERVATO IN UN PICCOLO ANGOLO TIEPIDO, COME NELLA CASSA DI UNA CHITARRA.
QUESTA BAMBINA, LA MIA BAMBINA, ERA PICCOLA E NON EBBE LA LUCIDITÀ PER CAPIRE CHE IMPARARE A SUONARE LA CHITARRA NON ERA SOLO IL SOGNO DI SUO PADRE, MA ANCHE IL SUO.
PER SEI DECENNI SI È NASCOSTA NELL'INCAVO TIEPIDO DEL LEGNO E OGGI IO, ADULTA, LA RECUPERO PER DIRLE CHE C'È ANCORA TEMPO... PER ABBRACCIARLA E ASSICURARLE CHE È IMPORTANTE DIRE A PAPÀ CIÒ CHE NON ABBIAMO POTUTO DIRGLI PRIMA, PERCHÉ LUI ASCOLTA DAL CIELO... ANZI, DAL FONDO DEL CUORE.
Trascrizione
POESIA 

Sogni che custodì la mia bambina


Nell'incavo della chitarra
viveva una bambina
intrecciata tra le corde
che suo padre, pieno di speranza, seminò.


Sono quella piccola,
che fuggiva per paura,
lasciando il legno tiepido
e la speranza in silenzio.
Oggi guardo quell'incavo scuro…
dove la mia bambina si nascose.
Non era un abisso,
ma un rifugio
che le stava grande.


L'ho vista rannicchiata, che mi guardava
e chiedeva permesso per uscire.
–Perdoni la mia distrazione?–
chiese all'eco che trema lì dentro.
Il suo gesto
fu la prima nota vera.

Capisco allora
che il sogno di mio padre
era anche il mio.
Lei prende la mia mano…
                      la abbraccio…
                              resta con me.

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