Verso

Nel vuoto, palpita un giorno

Nel libro: Trilogia; "Arrivo in I, due, 3"

Nel vuoto, palpita un giorno

Nel vuoto, palpita un giorno

Febbraio,
come pentola a pressione sfiora orbite invisibili,
forze liberatrici del 28,
e nel silenzio di quella fuga palpita la domanda:
Dove attende il 29?
Febbraio porta un battito incompleto,
si integra nel sistema con adattamenti,
a forza di battiti amputati.
È un mese paziente
che attende quattro anni,
il permesso per essere completato.
Il calendario,
protesi terrena dei giorni non vissuti,
come fantasmi nell'anonimato,
si piegano e finge esattezza,
ma non sono altro che sospiri
che sostengono il tutto.
Vibra nell'aria
la carica,
il ruggito delle comete,
il contenimento che esige la sua crepa...

Sull'orlo della luce
che spezza asteroidi,
le lune cataclismiche.
Compresso come un sole prima del collasso,
si condensa verso il punto esatto...
dove potrebbe nascere il 29.
I cicli li scagliano
nella gola del vuoto,
riavvii che sembrano finali
ma sono portali.
Messaggi criptici senza spiegazione,
promesse di speranza.
Nasce un'incognita:
__ Se io fossi il 29,
sarei l'emarginato del sistema,
e il discriminato dai 31?
__Svegliati, 29
Il 28 non è una celebrazione in sé,
ma l'ombra... di ciò che avresti potuto essere tu.

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