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Un ammutinamento nell'orfanotrofio

2025 · Scheda tecnica Titolo: Un ammutinamento nell'orfanotrofio Autrice: Gloria Angélica Saggiorato Pseudonimo artistico: SAGGLO Tecnica: Pittura acrilica su tela Stile: Figurativo-astratto contemporaneo di carattere espressionista e ludico Tematica: Musica, orfanità simbolica, sregolatezza, dissonanza, ribellione e ricerca di appartenenza.

Un ammutinamento nell'orfanotrofio

Ciò che ha sentito

Descrizione 

Un ammutinamento nell'orfanotrofio trasforma la musica in un universo stravagante dove strumenti, note, suoni e silenzi, senza una famiglia che li contenga, sono protagonisti di un vero e proprio disordine. 

Il trittico sviluppa una composizione dinamica in cui le forme si espandono, girano, si scontrano e attraversano i tre pannelli. Elementi riconoscibili di strumenti musicali convivono con spirali, curve e figure astratte, come se la musica avesse deliberatamente perso la sua struttura per abbandonarsi al movimento.
I rossi, i gialli, gli azzurri, gli arancioni e i viola intensificano quella sensazione di caos vitale. Le curve sembrano frequenze che si propagano; le spirali concentrano e liberano energia; le note restano disperse, mentre corde e frammenti di strumenti si deformano in una scena dove nulla resta al suo posto.
L'opera dialoga con l'umorismo assurdo della poesia: il basso condannato a essere chitarra, i piroli che agonizzano, i suoni “senza genitori” che si abbracciano alla dissonanza, le semiminime che ballano zoppicando e un violino che finisce per perdere la ragione. L'esagerazione e lo sproposito trasformano il caos in un linguaggio proprio.
Il trittico rappresenta così un'insurrezione sonora e visiva, ma dietro quell'apparente ribellione emerge la possibilità di creare senza sottomettersi sempre alle regole.

Significato

Un ammutinamento nell'orfanotrofio

Il basso
condannato a essere chitarra
strangola i piroli senza pietà,
i poveretti agonizzano
nel metallo freddo
e nello schiaffo elettrico.

I toni feriti
sprofondano nell'abisso
le frequenze gravi.

In delirio
i suoni senza genitori
si incrociano
si staccano dalla presa,
si abbracciano alla dissonanza
di distorsioni dense
saltano,
rimbalzano,
si accalcano.

Scavano il pentagramma
perché ne hanno voglia.
Di fronte a simile sproposito
il silenzio zittisce
sul punto di starnutire.

Il solfeggio soffia stordito
le semiminime ballano zoppe
e la battuta si scompone.

Il violino
perde la ragione, sviene
proprio nell'angolo
dove esplodono le crome.

Corde,
note e chiavi
girano, girano, girano.
Una vibrazione centrifuga
le scaglia verso un'altra dimensione.
E un mulinello cremisi impazzisce.

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